In questo articolo analizziamo la Comunicazione e il Marketing Digitale del Museo del Prado di Madrid, partendo dal sito web per finire ai canali Instagram e TikTok.

Ciao e benvenuto sul blog di Hubove Studio!

Oggi inauguriamo una nuova sezione del Blog: quella dedicata all’analisi di Marketing e Comunicazione Digitale dei vari Musei in giro per il mondo.

Ma perché perdiamo tempo a raccontarti cosa ci convince e cosa non ci convince dei Musei che analizziamo sul Web?
Perché uno dei nostri obiettivi è quello di condividere informazioni utili agli addetti al settore culturale e agli aspiranti tali, mettendo a disposizione le nostre competenze per agevolare una maggiore comprensione del marketing culturale, a tutti i livelli. 

Ci piace partire dal Museo perché alcune volte lavoriamo con alcuni di loro, altre volte invece ci sembra semplicemente il luogo ideale dal quale partire per parlare di marketing e comunicazione digitale.

Speriamo di non annoiarti, anzi di esserti utili nel nostro piccolo.
Iniziamo!

1. Il Sito Web del Museo del Prado

Screenshot della homepage del sito del Museo del Prado

Il sito web del Museo del Prado non è un sito vetrina, ma è uno strumento molto importante che il museo stesso ha per comunicare con il suo pubblico. Appena atterriamo sul sito web, notiamo come l’Homepage cambia continuamente in base alle mostre e alle attività che ci sono in programma. 

Al suo interno il sito si divide in 4 sezioni: partendo da quelle più istituzionali come le sezioni “Visit” e “Collection” fino ad arrivare a quelle più catchy, le sezioni “What’s on” e “Learn“.

Nella sezione “What’s on” troviamo una parte chiamata “interactivos”, all’interno della quale si trovano diverse attività interattive che portano l’utente alla scoperta di opere e autori del Museo.
Un esempio di attività che ci ha colpito è stata quella dedicata al racconto della vita e delle opere di Jheronimus Bosh.  

Screenshot della sezione "interactivos". Racconto tramite scrollytelling della vita di Jheronimus Bosch

Questo racconto avviene attraverso lo scrollytelling, una tecnica di racconto di una storia basata sul movimento di scroll che l’utente deve compiere. 

In questo caso la storia viene raccontata attraverso l‘uso di blocchi di testo a comparsa che raccontano la vita del pittore, e ulteriori blocchi di testo che compaiono una volta cliccato sull’opera presa in considerazione. 

La narrazione in questo modo è facilitata dalla presenza  delle immagini che aiutano il l’utente nella sua fase di apprendimento. 

Un’altra attività presente dentro Interactivos è legata al mondo dei videogiochi: non vogliamo dilungarci troppo, possiamo sicuramente dirti che si tratta di un ottimo modo per attrarre i più piccoli.

1.1. La sezione "Learn" del Sito Web

La sezione “Learn” del sito web del Museo del Prado contiene delle sottosezioni tra cui   “PradoEducaciòn”. Come possiamo leggere dallo screenshot in basso, in questa sezione il  Museo del Prado si occupa di creare un ponte tra il museo e il XXI secolo. 

Le attività che vengono proposte sono molteplici e non sono collegate solamente al mondo scolastico ma alla formazione della persona in quanto individuo, sia dal punto di vista civico che sociale.
Su questo punto ti invitiamo ad approfondire in autonomia, portando all’attenzione il fatto che il Museo ha un fortissimo impatto sociale sull’individuo, quando quest’ultimo è messo nella condizione di viverlo al massimo.

A tal proposito ti invitiamo a leggere la nuova definizione di Museo redatta da ICOM, che puoi trovare qui.

Screenshot del sito del Museo del Prado tratto dalla sezione "PradoEducatión"

Le attività che vengono offerte al di fuori del mondo puramente scolastico sono indirizzate a bambini, famiglie e/o chiunque voglia avere un esperienza diversa all’interno del museo. Una delle attività che ci ha colpito maggiormente è l’iniziativa legata alla musica lanciata durante il mese di Marzo “Music in the Gallery”.

Il museo ha offerto la possibilità di ascoltare una pianista eseguire delle performance di musica classica della durata di 20 minuti ciascuna durante il giovedì e il sabato.

1.2. La sezione "My Prado"

Esperienza degna di nota è sicuramente MyPrado, una parte del sito dedicata interamente alla creazione di itinerari fatti dagli utenti che possono essere condivisi, oppure utilizzo di itinerari già creati messi a disposizione dal museo stesso.

Guardiamo ad esempio lo screenshot qui sotto, preso direttamente dalla sezione di cui stiamo parlando:

Screenshot del sito del Museo del Prado tratto della sezione "myPrado"

Se clicchiamo su uno di questi itinerari, si aprirà una nuova schermata nella quale apparirà il percorso scelto. In alcuni casi, per gli itinerari più particolari e di breve durata verranno dati anche un pdf stampabile contenente la disposizione dei quadri nelle sale e il percorso di visita.

Un esempio di ciò che ti stiamo raccontando può essere l’itinerario intitolatoTiempo de Fabulas. Los mitos y los dioses. In questo caso il museo ha dedicato un documento contenente non solo l’itinerario di vista e la disposizione dei quadri ma, avvalendosi dell’aiuto di una professionista, ha creato anche una playlist di canzoni da poter ascoltare durante la visita. 

Speriamo di averti dato qualche spunto interessante per visitare il sito web con gli occhi non più di un semplice fruitore, ma con gli occhi di chi magari si occupa di Comunicazione e vorrebbe lavorare in questo settore del Digitale.

Ma adesso continuiamo con l’analisi social del Museo!

2. La pagina Instagram del Museo Prado

Screenshot della pagina Instagram del Museo del Prado e delle sue statistiche

Su Instagram il Museo del Prado  ha una pagina dedicata, ma analizzando in modo sommario la pagina tramite Not Just Analytics, si nota con molta facilità che l’engagement rate è in rosso, vale a dire sotto la media delle pagine con lo stesso numero di followers. 

Nessuna sorpresa: è normale che le pagine social che comunicano attraverso un Corporate Brand abbiano dei valori abbastanza bassi rispetto alle persone in carne ed ossa.

Nella Bio del Museo possiamo leggere estès donde estès”, che significa letteralmente “ovunque tu sia”. Come possiamo interpretare una frase del genere? Sicuramente possiamo notare, grazie anche all’analisi del Sito Web appena compiuta, che il Museo crea e divulga contenuti con l’intento di intrattenere l’utente al di fuori delle sue mura, e questa dichiarazione d’intenti non può che rafforzarne il concetto. 

Di conseguenza possiamo notare come a questa bio così estroversa vi sia un tone of voice abbastanza diretto, dai toni semplici e concisi. 

Ma approfondiamo ancora.

2.1. Post, caroselli e reels

Nel profilo del Museo Prado possiamo notare la presenza sia di post composti da foto singole, dove mostrano principalmente particolari di quadri, e caroselli che difficilmente superano però le tre schede.

Nelle caption danno qualche informazione maggiore sull’opera in questione senza mai impartire una lezione d’arte. Come già detto in precedenza, lo scopo principale della loro pagina Instagram è quello di intrattenere il proprio pubblico in maniera semplice e diretta, ed è proprio questo il motivo che li porta a pubblicare i Reels.

Come ormai sappiamo, i Reels sono gli strumenti che più di tutti ci aiutano a raggiungere un maggior numero di pubblico, poiché spinti dalla piattaforma.

Il Museo del Prado fa spesso attività di crossposting con TikTok: la cosa non ci sorprende, anzi riteniamo che nella giusta misura sia un’ottima maniera per sperimentare le reazioni delle due community di Instagram e TikTok agli stessi video.

Non è raro trovare infatti video che magari raggiungono la viralità su una piattaforma e l’anonimità sul’altra. Niente di strano, semplicemente questione di algoritmo.

Ecco un reel che ci è particolarmente piaciuto 👇🏾

Reel del Museo del Prado preso dal loro Instagram

In questo reel il Museo, avvalendosi della collaborazione di una farmacista e divulgatrice scientifica, pone l’attenzione sui problemi che la pelle può avere in caso di prolungata esposizione ai raggi solari senza l’utilizzo di protezioni adeguate. 

Questo suo intervento mostra come sia possibile fare della pubblicità a scopo sociale utilizzando l’arte come mezzo, e non come fine. In altre parole: l’arte e la scienza possono, e devono, andare a braccetto, quando si tratta della promozione di un messaggio utile alla società.

2.2. Storie in evidenza

Screenshoot delle stories in evidenza del Museo del Prado

Un elemento che ci ha sorpreso molto è stata la quantità di stories in evidenza presenti.

Come sempre ci sono le stories più tradizionali dove vengono date informazioni sugli orari di visita, il costo dei biglietti ma ci sono anche stories in evidenza più interessanti che testimoniano nuovamente quanto il museo sia orientato alla comunicazione con il pubblico.

Un esempio sono le stories “#EntraalPrado” , in cui il Museo invita il suo pubblico ad interagire tramite la risposta ad un sondaggio, volto a scegliere quale tipo di opera vuole avere sul biglietto d’ingresso. E ancora,  il ciclo denominato “RayosX” che documenta la vista ai raggi X di alcune opere.

Dopo questa breve analisi, possiamo comunque affermare come  il Museo cerca sempre di essere attrattivo nei confronti del suo pubblico, che non viene trattato come un “potenziale visitatore”, piuttosto si coltiva la sua relazione al di fuori del Museo.

Addentriamoci adesso nella fase finale di questo blogpost ,andando ad analizzare il profilo Tik Tok del Museo.

3. La pagina TikTok del Museo Prado

Screenshot della pagina Tik Tok del Museo del Prado

Anche su Tik Tok il Museo del Prado è presente e i suoi numeri sono davvero notevoli: 409mila followers e 3.5 milioni like.

Il Museo, al contrario di alcuni suoi corrispettivi molto noti, non fa uso di molti trend. Preferisce creare contenuti nativi che siano prevalentemente a scopo divulgativo, regalando delle pillole di storia dell’arte delle opere esposte. 

Sicuramente viene posta attenzione alle musiche che sono in trend in quella settimana (e se non lo fa un account TikTok, chi altro dovrebbe?).

La cosa interessante di questa pagina è la creazione di 5 playlist, dove il Museo ha raggruppato i vari format realizzati nel corso del tempo. 

1.“De lejos y de cerca” (da lontano e da vicino). E’ una playlist che contiene una serie di video dove viene presa in esame la pennellata di un artista partendo da lontano e avvicinandosi sempre di più. 

2.”#ElPradoResponde.” E’ una playlist di alcuni video dove i dipendenti del museo rispondo ad alcune domande fatte dagli utenti

3.“Obra maestra”. E’ una playlist di video dove si parla dei capolavori che sono presenti all’interno del museo. 

4.“Curiosidades” (Curiosità). In questo caso si tratta di una playlist di brevi video relativi ad alcune curiosità sulle varie opere della collezione che molto spesso riguardano le condizione del loro ritrovamento.

5.“Restauraciones”(Restauro). Sono una playlist di video dove gli stessi restauratori mostrano il lavoro che c’è dietro il restauro dei vari dipinti del Museo.

3.0 Conclusioni

Siamo giunti alla fine di questo articolo sull’analisi della comunicazione e del marketing digitale del Museo del Prado di Madrid.

Speriamo che tu abbia trovato utile la nostra analisi, che come ti abbiamo già detto non ha la pretesa di essere esaustiva, ma può aiutare tutti ad avere uno sguardo d’insieme sulla Strategia di questa importante Istituzione Culturale.

Ci vediamo nel prossimo blogpost, nel frattempo non perderti tutti gli altri articoli dedicati al Marketing e alla Comunicazione della Cultura che trovi qui

A presto,
Eleonora e Matteo

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