Prendi l’arte e mettila da parte dicevano i nostri nonni. Oggi i creator di TikTok raccontano l’arte e la cultura secondo molteplici declinazioni. Ma partiamo dalle basi: che cos’è davvero TikTok e perché è diverso da Instagram.

Bentornati sul nostro blog, ci troviamo qui oggi per scardinare, almeno in parte, luoghi comuni e pregiudizi sul social media che dal 2019 sta spopolando fra la Generazione Z e non solo: oggi è quasi arrivato ai millennials nella loro totalità e poi ai boomer veri e propri. Incredibile vero?

In questo articolo ti racconteremo in breve che cosa significa raccontare l’Arte su TikTok.

Ti vogliamo parlare della nuova leva del settore culturale che al momento sta animano i #perte di tanti giovani studenti e non solo.

Raccontare l’arte su TikTok è qualcosa che si può fare in diverse modalità, quindi procederemo in questo modo 👇🏾

  1. TikTok e Instagram: quali sono le differenze?
  2. TikTok per l’arte e la cultura: quello che succede quando una piattaforma social investe nel patrimonio culturale
  3. TikTok e i content creator: una personalissima selezione
  4. I prossimi passi da compiere: TikTok per il settore culturale. Cosa può succedere?

E adesso, apriamo le danze.

1. TikTok e Instagram: le principali differenze fra i due social

In questo primo paragrafo analizzeremo insieme le principali differenze fra i due social. Premesso che, non è possibile capirne a pieno le differenze se non si frequentano entrambe le piattaforme, ci piacerebbe darti una visione d’insieme in modo tale che sarai tu stesso a decidere se iscriverti o no poi a questo social.

1. La differenza fra audience e community

Su Instagram si parla a una community, su TikTok si parla costantemente a una audience. Nel primo caso infatti, Instagram ti permette di raggiungere una percentuale di nuovo pubblico sempre molto bassa.

Ad esempio, se nella pubblicazione di un video raggiungi circa 8000 persone, vedrai che di quel numero, solo circa 1500 non sono tue followers. E questa cosa è molto frequente sulla piattaforma: significa cioè che su 10 post, almeno per 9 volte parlerai a persone che per la maggior parte ti conoscono.

Cosa succede invece su TikTok? Su TikTok, potenzialmente, si raggiunge sempre nuovo pubblico a ogni video che pubblichi. Questo significa che il modo in cui si comunica è diverso: su Instagram i creator tendono ad avere un tone of voice più intimo rispetto a quello che succede su TikTok.

Immagina infatti di essere un creator che parla su Instagram: la tua community ti conosce, conosce le tue abitudini e sa a cosa ti riferisci la maggior parte delle volte.

Su TikTok, se sei abbastanza bravo nell’utilizzare gli strumenti che ti mette a disposizione la piattaforma è abbastanza facile raggiungere anche milioni di visualizzazioni.

Ma è possibile avere una community su TikTok? Assolutamente sì, anche noi abbiamo dei tiktoker che seguiamo assiduamente. Tuttavia, li seguiamo perché l’algoritmo ce li propone continuamente nei #perte, e non perché andiamo appositamente sulla loro pagina personale.

 Comunque questa è, a mio parere, la differenza sostanziale fra i due canali social: entrambi hanno un obiettivo diverso, che però può essere funzionale a determinati tipi di business.

2. I contenuti patinati su Instagram e la spontaneità di TikTok

Oggi su Instagram tutto è costruito, almeno nel mondo dell’arte: i contenuti informativi sono raggruppati in caroselli dalla brand identity chiara e definita, i reels sono montati ad hoc con delle immagini di copertina da far invidia alle copertine dei vinili anni ’80, le stories sono create con app apposite.

Questo non sancisce una morte della piattaforma: non sono fra quelle che sostiene che la gente andrà via da Instagram pian piano. I tempi sono ancora maturi e la piattaforma ha dimostrato di sapersi adattare ai cambiamenti che il mercato le sta chiedendo. Sta però diventando una piattaforma a prova di millennials.

E su TikTok?

Su TikTok, come dico sempre, viene premiata la creatività. I creator sono costretti, per come la piattaforma è impostata, a lavorare sui trend per fare in modo di adattare i propri contenuti a ciò che in quel momento è virale.

Questo crea dei contenuti davvero interessanti, che premiano la creatività e ingaggiano le persone in un modo che, sinceramente, su Instagram è molto raro vedere (almeno nel settore culturale).

E la cosa bella di tutto questo è che non hai bisogno di grandi inquadrature, di luci perfette e di grafiche strabilianti. É tutto completamente nativo su TikTok, basta avere un po’ di buona volontà agli inizi per smanettare e iniziare a montare i video.

1. #tiraccontolitalia come storytelling per il turismo nel nostro Paese

Ti racconto l’Italia è il progetto lanciato nel 2021 da TikTok per “valorizzare le tante realtà e culture locali dell’Italia dalle tradizioni alle nuove tendenze, tra dialetti, moda, musica, cucina, luoghi e aneddoti regionali. Un viaggio lungo 5 mesi che, di settimana in settimana toccherà tutte le regioni, alla scoperta dell’Italia vista e raccontata dalla Community sempre più ampia ed eterogenea.”
Fonte: https://newsroom.tiktok.com/it-it/ti-racconto-l-italia

Quattro creator su TikTok, Giovanni Arena, Martina Socrate, Human Safari e Diletta Secco hanno dato il via all’utilizzo di questo branded hashtag per poi coinvolgere i propri followers a fare altrettanto. L’intero progetto è stato accompagnato dall’utilizzo di una playlist su Spotify contenente tutti i grandi successi italiani e da uno sponsor molto importante, Nikon. Sarà stata proprio la celebre company fotografica, insieme a TikTok, a decretare dei vincitori mensili per un concorso indetto da questi due colossi.

Sì ok, ma quanti numeri ha fatto questo hashtag? Stando a quello che possiamo vedere oggi, 4 maggio 2022, l’hashtag #tiraccontolitalia conta 908.7 milioni di visualizzazioni.

Non male vero?

Ci teniamo a specificare che questo progetto, come già detto in precedenza, non coinvolge l’arte e basta ma la cultura italiana a 360 gradi: monumenti, borghi, ma anche cucina, tradizioni, musica. Insomma, tutto ciò che forse potremmo chiamare Made in Italy.

2. I Musei su TikTok: Museum Moment e Palazzo Strozzi

Raccontare l’Arte su TikTok è qualcosa che riguarda i Musei in prima persona. Il 18 maggio 2021 TikTok ha celebrato la Giornata Internazionale dei Musei tramite l’hashatg “MuseumMoment”, riunendo alcune istituzioni in tutto il mondo e creando un evento digitale non stop.

Sul Canale TikTok for Good, canale TikTok che la piattaforma utilizza per tutti quei progetti a impatto positivo, si è susseguita una live per tutta la durata del 18 maggio, coinvolgendo 23 istituzioni culturali in tutto il mondo, provenienti da 12 paesi diversi. 

Nell’articolo dedicato alla giornata internazionale dei Musei, puoi notare come lo stesso TikTok non esiti a rendere partecipi i propri lettori dei creator che si occupano di arte e cultura e degli artisti, come ad esempio Jago, su cui abbiamo scritto ben 2 articoli dedicati al suo ruolo di Digital Marketer nell’arte.

Passando a un progetto più recente invece, mi fa piacere citare in questo caso Donatello raccontato dai creator: Palazzo Strozzi arriva su TikTok.

Abbiamo preso parte all’organizzazione di questo progetto in qualità di Digital Strategist per Palazzo Strozzi, e i risultati di questa iniziativa sono stati ampiamente discussi in questo incontro a cura di Icom Italia, dal titolo Influencer Marketing: il caso di Palazzo Strozzi. Opportunità e rischi 

In occasione della mostra dedicata a Donatello, Palazzo Strozzi ha deciso di sbarcare sulla piattaforma: per questo motivo, dopo la pubblicazione di alcuni video iniziali, il giorno dell’opening è stata fatta una live che ha contato ben 17.000 utenti unici per raccontare la mostra. Il Direttore del Museo Arturo Galansino ha raccontato la mostra al creator Giovanni Arena, uno dei 3 creator coinvolti nella divulgazione del progetto espositivo insieme a Maryna e WikiPedro.

TikTok Italia ha dedicato un articolo al progetto.

3. #artepertutti, l’hashtag che ha conquistato il mondo grazie a due creativi italiani

E ancora, raccontare l’arte su TikTok non significa solo parlare di Donatello o portarti in giro per i borghi italiani. Significa anche invogliare gli utenti a prendere direttamente parte del processo creativo.

Per questo motivo #artepertutti è un hashtag non tanto finalizzato alla divulgazione culturale, quanto piuttosto alla condivisione nel backstage dei processi creativi degli artisti che mettono le mani in pasta.

Federico Cecchin e Manuela Merlo sono due artisti che hanno lavorato a stretto contatto con la piattaforma per dare vita a dei filtri utilizzabili sul canale e contribuire alla crescita delle condivisioni inerenti a questo hashtag.

Puoi leggere un approfondimento qui, sul blog di TikTok: 

Bene, siamo arrivati alla fine i questo paragrafo un po’ più nozionistico: come avrai notato, il nostro intento è quello di darti una panoramica quanto più eterogenea di quello che la piattaforma sta portando avanti ormai da due anni a questa parte.

Come ti abbiamo già detto, raccontare l’arte su TikTok ha una valenza generica molto importante: per TikTok posizionarsi come piattaforma per l’intrattenimento, per gli utenti riuscire ad avere accesso a contenuti e informazioni che stimolino la loro creatività e la loro interazione con elementi culturali magari sconosciuti.

3. Raccontare l’arte su TikTok: una personale selezione dei creator che stanno conquistando la piattaforma

Raccontare l’arte su TikTok secondo noi: ecco una selezione di 6 creator che personalmente ritengo molto validi, e che mi piacerebbe venissero chiamati per lavorare in base ai loro ambiti di riferimento.

Potrai vedere tu stesso il livello di interazione sotto i loro video e trarre le tue conclusioni. Sulle modalità di analisi dei profili tiktok, dedicherò un articolo a parte.

Sei pronto?

Iniziamo!

1. Rey Sciutto

Rey.sciutto è davvero iconico nel modo di raccontare sul web tutto gli aspetti che concernono il Medioevo, compreso quello strettamente artistico.
Ho apprezzato moltissimo anche il modo in cui riesca a coniugare, in determinati contenuti, l’attivismo alla divulgazione.

In generale qualsiasi video lui faccia riesce benissimo, quindi te ne metto uno a caso:

 

2. BlondewithStendhal

Rachele la conosciamo personalmente e il suo accento toscano è un must su TikTok. I suoi contenuti sono prevalentemente legati alla Toscana, ma non sono mancati riferimenti allo studio nel settore dei beni culturali e ai pregiudizi legati a tutti noi che con l’arte ci mangiamo, o comunque vorremmo farlo.

Molto scorrevoli i suoi video sulle città da visitare in giro per l’Italia e, recentemente da quando abbiamo ricominciato a viaggiare, in Europa.

3. Benedetta Arte Facile

Benedetta è una creator che su TikTok riesce a dirti le curiosità di qualsiasi cosa: credo che studi davvero molto per creare i suoi video perché riesce a dire una quantità di cose curiose tanto da volerti mettere lì e prendere appunti.

Siamo interessati più che altro al modo in cui riesce a tenerti incollata allo schermo: è una persona secondo me persuasiva, non a caso è recentemente entrata a far parte di un’agenzia di comunicazione abbastanza importante.

4. LessIsArt

Giusy è fra le prime a essere sbarcata su TikTok durante il primo lockdown, nel 2020, e ricordo con affetto il modo in cui mi faceva ridere in quei mesi bui per tutti.

Less is Art crea contenuti ironici e divulgativi:  fa dei video molto interessanti e la sua frequenza di pubblicazione,  è molto alta. Lavora come social media manager per realtà culturali importanti (come ad esempio Arte Fiera a Bologna) ed ha una grande passione per la fotografia. 

5. UnaCamillaContemporanea

Camilla è una creator che si distingue rispetto a tutti gli altri per un motivo molto semplice: è incredibilmente cinica e tratta argomenti spinosi con un’ironia che apprezziamo moltissimo. Non sempre racconta le cose belle dell’arte, come ad esempio è fra le cose che riesce a dire che al Museo ci si annoia anche. 

Come in questo caso:
Interessante vedere come rispetto agli altri riesca comunque a delineare alcuni elementi negativi del nostro settore senza svalutarlo, ma portando l’attenzione su delle criticità che irrimediabilmente influenzano la percezione dell’arte a livello generale.

6. Etantebellecose

Noemi è una creator che si discosta dalle persone che ho citato sopra perché non la definirei propriamente appartenente al settore arte, trattando moltissimo di moda. Noemi coniuga le due cose e devo dire che lo fa in un modo davvero interessante.

I suoi video durano più della media generale di TikTok: si arriva a un minuto, a volte un minuto e mezzo, e consideriamo le sue pillole vera e propria divulgazione

 

4. I prossimi passi da compiere: perché le istituzioni culturali dovrebbero accorgersi di questi creator e come potrebbero utilizzarli?

1. Guardiamo oltre il nostro naso: non esistono solo i Musei, ma c’è un patrimonio demo etno antropologico da valorizzare e divulgare!

Istituzioni culturali non sono solo i musei, ma tutto l’apparato pubblico/privato: dalle fiere d’arte alle fondazioni, ma anche associazioni culturali e festival di arte pubblica/creatività/artigianato. Così come mi arrabbio quando si usa la parola Digital Marketing a sproposito, considerando solo magari i social media, così voglio dirti che i Musei non sono gli unici destinatari di un percorso di storytelling su TikTok.

Non dimentichiamo che in Italia sono molteplici gli enti culturali che fanno cultura: teatri, cinema, musei, associazioni culturali. Guarda il Teatro dell’Opera come se la spassa su TikTok

Questo per dirti che so perfettamente che può sembrare difficile trovare la propria strada, ma sappi che il mondo è pieno di porte in attesa di essere aperte. 

2. Non cascarci anche tu: art sharer e influencer non sono nemici!

Come  detto durante un  intervento presso il convegno di Icom Italia, inserire content creator che si dedicano all’arte quotidianamente all’interno di una strategia di marketing non significa essere contro i creator che trattano di temi più generici.

Ed è vero assolutamente anche il contrario.

Ogni strategia o progetto di marketing che si rispetti risponde ad obiettivi chiari e precisi, definiti a priori nell’arco di mesi e che hanno delle KPI ben definite. Quello che voglio dirti, semplificando all’osso, è che i creator che ti ho descritto sopra tendono a parlare ad un pubblico che, generalmente, il piede in un Museo ce lo mette almeno due volte l’anno.

Ce ne sono altri invece, come Giovanni Arena, che riescono ad abbracciare un pubblico più ampio perché legandosi al tema del turismo riescono a raggiungere un target diverso, che magari viaggia molto per il mondo ma nel Museo ci mette piede difficilmente.

Una cosa esclude l’altra? No.

Un creator è meglio di un altro? No.

Tutto dipende dall’obbiettivo

3. Conoscere sempre la direzione che si sta prendendo 

Nella comunicazione culturale c’è bisogno di strategia, non di pianificazione. Leggiamo moltissimo la parola pianificazione: sia nei documenti più ufficiali,  sia nei siti web di svariate agenzie creative che animano, a volta, le sale dei musei e gli eventi culturali.

Come dice Calvino in “Lezioni Americane”, conoscere la direzione che si sta prendendo è importante per capire chi siamo e i progetti ai quali vogliamo dare vita. 

Speriamo di aver esploso abbastanza quel “Raccontare l’Arte su TikTok” con cui abbiamo iniziato questo articolo.

Se ti piaciuto questo articolo lascia un commento. Ci vediamo nel prossimo articolo, nel frattempo non dimenticarti di leggere agli altri articoli sul blog!

chi siamo, ma in breve

Siamo una società di Digital Marketing con focus sul mondo dell’Arte e della Cultura

Creiamo una strategia digitale adatta al tuo brand:

Contenuti testuali e video sui social, realizzazione video per YouTube, ottimizzazione di sito web, advertising online su Instagram e Facebook.

Se vuoi realizzare qualcosa con noi mandaci una mail!

studio@hubovestudio.com